Dicono di noi! Un vecchio amico del Collettivo, Gabriele Di Pietro















Fondali e balaustre dei micrometri imprecisi

dellàrte

Francesco e il Collettivo Rapido con i pruriti di Topazia sul volo di Giacinta che rulla in Arte.Quasi è inafferrabile.Vivace è il duello (bello) e non deludente nello  spargimento nel laboratorio dai micrometri imprecisi, con le abilità dei costi e benefici nei modelli fratturati.Come la lingua. Lingue per la conoscenza delle cene delle navigazione per scrivanie e comò con danze di parole nelle mani dementi di specchi, inafferrabili delle notti dopo notti di chimere.Ugulando nel trattenere la Sultanina nemica dei Frigoriferi.Abeba Bikila con Barba Nera e Bartali nel reparto tecnologico del perplesso arco di Costantino bagnato da ramate di sudore. Ignare pedalate non riciclabili nella folla dello zuccherificio con comodini diNascza da porta a porta contorta di spudorati. Una folla invisibile nella storia di puntuali sultani dal peso insopportabili, privi di Ben Hur... Francesco, il dragaggio del diavolo rosso per accessibili e sicuri rientri dalle burrasche, le madri angosciate dal peccato, nient'altro è Arte.


                                                                          Gabriele Di Pietro 


* testo di Gabriele Di Pietro, curatore e critico abruzzese, ideatore e fondatore del progetto artistico Trasalimenti.